Nuovi arrivi

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Questa strana e incontenibile stagioneQuesta strana e incontenibile stagione / Zadie Smith ; traduzione di Martina Testa. - Roma : SUR, 2020. - 94 p. ; 19 cm. - (BigSur)smith, zadieSei brevi saggi scritti fra marzo e maggio 2020, nati dall'attualità ma con un respiro universale. La fragilità del corpo, la rimozione della morte, il valore del pubblico e del privato, il privilegio sociale e la sofferenza, l'uso del tempo, l'incontro con l'altro e i modi in cui ci mette in crisi e ci arricchisce, il disprezzo come virus che infetta le persone: sono questi i temi su cui riflette Zadie Smith durante la primavera della pandemia e delle lotte antirazziste. Mescolando aneddoti personali, ricordi, suggestioni letterarie, idee politiche, non offre facili tentativi di conforto o un semplice diario delle proprie emozioni, ma con la lucidità appassionata che da sempre contraddistingue la sua scrittura saggistica ci dà stimoli per un pensiero critico, solidale e fecondo in un periodo di smarrimento e crisi globale.
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Insalata russaInsalata russa / Letizia Muratori. - Bra : Slow Food, 2020. - 118 p. ; 18 cm. - (Piccola biblioteca di cucina letteraria ; 13)muratori, letiziaIn occasione dei pranzi ufficiali, la nostra padrona di casa non se la sentiva di imbellettare certe trovate buone per le domeniche in famiglia, per un ricevimento le toccava tornare a darsi da fare. L'insalata russa era l'asse portante del suo buffet, un classico che gli ospiti si aspettavano di vedere apparire su un supporto speciale, fuori servizio: una ceramica dal bordo arancione squillante che sembrava gridare a un mondo passato: Mi riconosci? Sono il pronipote sportivo del piatto di mezzo! Antenato di cui l'erede portava il nome, ai tempi d'oro dei ricevimenti l'insalata russa veniva chiamata la maionese, e basta. Una nonna, Antonietta Muratori Carducci, una nipote, Letizia Muratori, una famiglia lungo le traversie della vita, punteggiata, qui e là, dal piatto della padrona di casa, l’insalata russa o, per dirla con Antonietta, la maionese. Ogni protagonista di questa opera corale ha il suo speciale rapporto con la nonna, e quindi con il piatto, c’è chi non l’assaggia proprio, come Anna, la vicina del piano di sopra, che arriva due minuti dopo l’inizio della soap (il romanzo) preferita per non approfittare troppo, da buona nordica, dell’ospitalità; c’è chi, come la sorella Luciana, assiste seduta a tavola agli interrogatori tra nonna e nipote nel difficile periodo della separazione da un marito che la giovane aveva avuto la smania di sposare; c’è chi ha l’opportunità di assaggiare l’ultima insalata russa, preparata al contrario delle altre volte solo con verdure fresche e senza artifici per Severino Cesari che, intento nell’editing di un romanzo recitato come un rosario, siederà nella casa al mare di famiglia proprio davanti ad una bella maionese e infine c’è chi, come l’autrice, nell’insalata russa rivede una vita, i Natali festeggiati il 22 dicembre, i giochi con i cugini, i lunghi interrogatori e, perché no, la storia di un rapporto che si intuisce andare ben oltre le pagine di questo libro.
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Il guardiano dei coccodrilliIl guardiano dei coccodrilli / Katrine Engberg ; traduzione dal danese Claudia Valeria Letizia ed Eva Valvo. - Venezia : Marsilio, 2020. - 376 p. ; 22 cm. - (Farfalle ; 330)engberg, katrineDavanti al corpo tagliuzzato di Julie, giovane studentessa trovata morta nel suo appartamento, la polizia di Copenaghen non ha risposte: la sola traccia lasciata dall'assassino sembra essere il misterioso disegno, simile a un origami, che la lama di un coltello ha inciso sul viso della ragazza. A guidare le indagini è l'investigatore Jeppe Kørner, affiancato da Anette Werner: lui - con l'aria del classico sbirro separato - in profonda crisi di autostima, lei energica e dirompente, sempre di buonumore. La loro attenzione si concentra sulla padrona di casa, che vive al terzo piano della stessa graziosa palazzina in cui è stato rinvenuto il cadavere, nel centro storico della capitale danese. Docente di letteratura in pensione con la tendenza a organizzare scintillanti cene mondano-artistiche, Esther de Laurenti si rivela infatti essere un'aspirante scrittrice di gialli. E, curiosamente, l'omicidio di cui si legge nel manoscritto al quale sta lavorando ricalca esattamente le modalità con cui è stata uccisa la sua inquilina. Un collegamento tra finzione e realtà troppo clamoroso perché possa essere ignorato.
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