L'Albo scaturisce da una storia personale, come figlia, tutore e caregiver del padre Valdemaro e desidera offrire uno sguardo delicato e metaforico sull'Alzheimer e la disabilità mentale.
Una realtà in continua espansione che in qualche modo tutti sfiora o coinvolge, cambiando le nostre vite.
La relazione tra il nonno malato e il nipote, qui delicata metafora di caregiver, intensa e tenera ma isolata dal sociale, si apre poi alla realtà del "Cafè della Memoria” quale ambiente psico-ecologico solare e di sostegno a malati e famigliari.
Un messaggio per tutte le età: per ritrovare la dimensione multisensoriale dell'amore e per non dimenticare chi dimentica. Uno sguardo gentile attraverso una ferita divenuta, nel tempo, luminosa.