Una storia di fratellanza che si legge d’un fiato, una struggente
ode al tempo che scorre ma sa custodire i beni più preziosi. E un
mistero che si dipana fino a un colpo di scena sorprendente.
In una luminosa mattina di dicembre Giorgio,
giornalista milanese dall’indole solitaria, riceve su Facebook una
richiesta di contatto che lo lascia interdetto. Arriva da Febo, l’amico
inseparabile della sua giovinezza, morto da quasi trent’anni in
circostanze che nessuno ha mai chiarito fino in fondo. Confuso e
turbato, Giorgio accetta l’invito e inizia a chattare con lo sconosciuto
nel tentativo di smascherarlo. Gli rivolge domande cui solo Febo
potrebbe rispondere e non ci sono dubbi: di chiunque si tratti, sembra
molto ben informato. È uno scherzo di cattivo gusto? Una trappola legata
al suo lavoro? Oppure, ma è un’ipotesi del tutto folle, Febo non è mai
morto? Per sciogliere l’enigma Giorgio si butta anima e corpo in
un’indagine che lo conduce a ripercorrere la loro indelebile amicizia,
fin dagli albori. Siamo a Pavia, nei primi anni Ottanta, fra i corridoi
del collegio Fraccaro. Febo è brillante, carismatico, colto, tormentato.
Ascolta la musica giusta, è uno spietato seduttore. Giorgio invece è un
rustico e introverso figlio delle montagne, maldestro con le ragazze,
legato alle sue radici ma in perenne fuga da sé stesso. Condivideranno i
giorni migliori della loro vita: le notti che sembrano eterne e gli
amori che durano un attimo, le canzoni che non si scordano e le
disquisizioni su Dio, la libertà conquistata e subito persa nell’eroina.
Si scopriranno così diversi da essere identici: nei sogni, nell’idea
che tutto può ricominciare, nel nascondere al mondo le fragilità del
proprio cuore. Nell’avere amato la stessa donna, senza esserselo mai
detti.
Enrico Fovanna, è nato a Premosello (Vb) nel
1961. Vive a Milano, dove si occupa di temi sociali, immigrazione,
diritti umani. Il 9 novembre 1989, giorno della caduta del Muro di
Berlino, è stato assunto dal quotidiano «Il Giorno» dove ancora oggi
lavora. Con Il pesce elettrico, suo romanzo d’esordio poi ristampato nel
2002, ha vinto il Premio Stresa 1996 e il premio Festival del Primo
romanzo, al Salone del libro di Torino 1997. Ha pubblicato anche per E/L
e Utet e realizzato
reportage da Paesi in guerra all’estero, tra cui Iraq e Afghanistan.